foto_01.jpg foto_02.jpg foto_03.jpg foto_04.jpg foto_06.jpg foto_07.jpg foto_08.jpg foto_09.jpg foto_10.jpg

Cibi e vini insieme per gustare il territorio
di Maurizio Magni direttore collana mare&monti

Vini e prodotti della gastronomia insieme, accostati a formare tante piccole isole per comprendere e gustare un territorio. Per suggerire quale dei magici frutti della tavola emiliano-romagnola meglio si sposa con quello o con quell’altro dei nostri vini. Per comprendere come accostare, alla moda dei pescatori di Cesenatico, un sangiovese giovane servito a 16 gradi, con il pesce azzurro dell’Adriatico. O far sciogliere nel palato uno spettacolare salume emiliano accompagnato da un lambrusco frizzante capace di ‘pulire’ ogni più piccola particella residua di grasso in bocca. O ancora come degustare un Parmigiano di 24 mesi con un grande passito di Romagna. Questo insegnano i sommelier, non scoprendo ma spiegando qualcosa che è già nelle cose. Perché, guarda caso quei sangiovesi giovani nascono sulle colline di Cesena o di Rimini, solo a una manciata di chilometri dai pescherecci e quei lambruschi frizzanti stendono le vigne anche fra Langhirano e Zibello capitali dei salumi più celebrati del mondo. Ecco come quest’anno vorremmo che questa guida fosse utilizzata. Per sposare vini e cibi del territorio attraverso quelle ‘isole di prodotto’ che realizzeremo durante le serate di ‘Tramonto di Vino’. Cinque manifestazioni che a Cesenatico, Lido degli Estensi, Riccione, Marina di Ravennae e Cesena all’Ippodromo del Savio, per tutta l’estate promuoveranno questa guida e i cibi e i vini dell’Emilia Romagna.

 

Emilia-Romagna come simbolo per promuovere gli autoctoni
di Gian Carlo Mondini presidente Ais Romagna

La sesta edizione di La Romagna da Bere arricchisce la collana delle pubblicazioni realizzate da Ais Romagna in collaborazione con Prima Pagina Editore e dà sicuramente maggior visibilità a cantine e produttori attraverso un numero quasi doppio di vini degustati. Il numero inferiore di ‘eccellenze’ invece, non è frutto di una qualità percepita inferiore dei vini presentati, bensì di una scala di valutazione leggermente modificata introdotta quest’anno. A questo proposito ci tengo a sottolineare come la differenza fra un vino che ha conseguito l’eccellenza e uno che è stato valutato nella fascia inferiore, possa essere davvero sottile. Spesso infatti è questione di un pizzico di equilibrio o d’armonia differenti, in vini che vengono degustati nella loro prima fase di evoluzione e che, nel tempo, hanno tutte le potenzialità di dimostrare analoga qualità eccelsa. Il simbolo dell’euro “E”, anch’esso introdotto quest’anno, indica il rapporto qualità prezzo favorevole, mentre abbiamo voluto evidenziare con il simbolo della nostra regione tutti quei vini che rappresentano tradizione, storia, profumi, e sapori del nostro territorio. Voglio concludere con un ringraziamento per il sostegno che la Regione e le istituzioni patner ancora una volta ci hanno concesso permettendoci di dare continuità a questo progetto che ha lo scopo di valorizzare e promuovere le nostre tipicità. Un grazie particolare anche a tutti i colleghi sommelier romagnoli che si sono impegnati per questa pubblicazione.

Siamo esigenti. Per questo abbiamo molto da offrire
di Tiberio Rabboni Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna

Da queste parti difficilmente ci si accontenta. Quando si fa una cosa si cerca di farla bene. Possibilmente meglio degli altri. Naturalmente non sempre ci si riesce. Molto spesso però si ottengono dei buoni risultati. Le nostre macchine, come d’altra parte le nostre moto, da un po’ di tempo risultano le più veloci del mondo. Caso, coincidenze, fortuna? Che dire allora dell’ineguagliabile offerta turistica della costa romagnola, o delle acclamate eccellenze agricole ed alimentari di queste terre. Il parmigiano-reggiano è considerato il ‘Re’ dei formaggi e le pesche e nettarine di Romagna le ‘regine’ dell’estate e anche il prosciutto di Parma si fa riconoscere per una corona impressa a fuoco sulla cotenna. Casi anche questi? No, siamo semplicemente persone esigenti, innanzitutto con noi stessi e poi con gli altri. Questo ci aiuta a dare di meglio e di più. Ed è così anche per il vino. I nostri vignaioli in questi anni hanno investito molto in professionalità, in qualità, in tecniche rispettose dell’ambiente e del consumatore, nei territori vocati, e nelle buone pratiche enologiche di cantina. I risultati sono straordinari, come, del resto lo sono nei diversi campi dell’agire emiliano-romagnolo. Se siete scettici provate per credere, questa guida vi aiuterà.

Nei nostri vini un territorio e la nostra storia
di Giordano Zinzani Presidente Consorzio Vini di Romagna

Per la Romagna e i romagnoli il vino è sempre stato il profumo, il sapore, la passione, il lavoro, la storia di questo territorio, che si sviluppa tra il mare e la collina increspandosi in poggi e colli e distendendosi nel letto della pianura, dove frutteti e vigneti disegnano suggestive geometrie. È questo il contesto socio-culturale ed economico in cui nasce a Faenza, nel 1962, il Consorzio per la difesa dei vini tipici romagnoli, oggi Consorzio Vini di Romagna, con lo scopo di indirizzare, regolamentare e qualificare la produzione del vino di qualità. Oggi, il Consorzio Vini di Romagna controlla oltre 10 milioni di bottiglie contraddistinte dal marchio del “Passatore”, ed è costituito da 9 cantine cooperative, 87 produttori vinificatori, 7 imbottigliatori, oltre 9.000 aziende di cui 4.900 con vigneti iscritti agli albi delle vigne Doc e Docg. Inoltre, ha 3 enoteche ospitate in luoghi suggestivi della Romagna, e dove si degusta la miglior produzione vinicola locale, accompagnata da specialità gastronomiche: Ca’ de Bé a Bertinoro, Ca’ de Vèn a Ravenna e Osteria di Piazza Nuova a Bagnacavallo. Gli obiettivi, fra loro complementari, sui quali il Consorzio è da sempre impegnato, riguardano qualità dei vini, equilibrio dei prezzi, promozione e valorizzazione del prodotto e del territorio in Italia e all’estero, attività di verifica sulla produzione, nel vigneto, in cantina, sul prodotto imbottigliato. Il Consorzio Vini di Romagna si è distinto nel corso di questi decenni per l’incentivo che ha saputo infondere alla crescita enologica della Romagna, che ha raggiunto livelli di eccellenza qualitativa in particolare con l’Albana di Romagna Docg, il Sangiovese di Romagna Doc, il Trebbiano di Romagna Doc, il Pagadebit di Romagna Doc, la Cagnina di Romagna Doc e con le più recenti Doc Colli d’Imola, Colli di Faenza e Colli della Romagna Centrale.

Una tradizione di qualità
Libero Asioli Assessore al Turismo e alle Politiche agricole Provincia di Ravenna

‘Rieccoci’, ...ormai possiamo definirla una tradizione e come tutte le grandi tradizioni che si rispettino offriamo prodotti di una qualità sempre più elevata, per cui non possiamo deludere i nostri estimatori. La Provincia di Ravenna non ha bisogno di tanti slogan per suscitare incantevoli emozioni in chi, come noi, è in cerca di paesaggi umani e naturali al di fuori delle rotte più battute del turismo. I nostri obiettivi sono comuni: la vita vera offre emozioni indimenticabili attraverso percorsi che si snodano dal mare alle colline attraverso parchi abitati da una popolazione che fa del buonumore la propria bandiera e dell’ospitalità un piacere. Lo stesso piacere che provo a presentare i prodotti tipici e il vino di questa edizione della Romagna da Bere che sicuramente sarà compagna fedele nella ricerca delle tipicità più nascoste del nostro impareggiabile territorio.