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Olio di Brisighella Dop

È il primo olio extra vergine di oliva commercializzato con l’etichetta Dop dell’Unione Europea, già dal marzo 1998. La zona di produzione, per lo più la vallata del Lamone, al confine con la Toscana, comprende tutto o in parte il territorio dei comuni di Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio in provincia di Ravenna e Modigliana in quella di Forlì- Cesena. Le varietà più coltivate sono la cosiddetta nostrana di Brisighella, che predomina rappresentando oltre l’80% del totale, e la ghiacciola, con circa il 5%, entrambe autoctone. L’olio ottenuto è veramente poco, ma di grandissima qualità, fruttato, con percezione netta di erbe, di carciofo, pomodoro e mandorla, corposo e deciso.

Olio Colline di Romagna Dop

Colline di Romagna, è il secondo olio extra vergine di oliva locale Dop. Fino a poco tempo addietro, in Romagna l’olivicoltura rendeva poco, ma oggi è in crescita. L’olivo trova la sua massima coltivazione nella provincia di Rimini, privilegiando il territorio collinare con riferimento geografico alle valli del Marecchia, del Marano e del Conca. Una discreta presenza si ha anche nelle prime colline dell’Appennino cesenate, nelle valli del Montone e del Bidente. Le caratteristiche, in genere, di quest’olio, sono il colore giallo con riflessi verdognoli molto intensi. L’odore è fruttato tenue e il sapore è di media dolcezza, non eccessivamente corposo e molto apprezzabile.

Scalogno di Romagna Igp

Lo scalogno di Romagna è un gustoso e aromatico bulbo, in grado di garantire un ruolo gastronomico particolare e unico. La zona tradizionale di produzione dello scalogno comprende i comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme e Solarolo in provincia di Ravenna; Modigliana e Tredozio, in quella di Forlì-Cesena; Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano nel bolognese. L’Igp designa esclusivamente il bulbo cipollino della specie “Allium Ascalonicum”, inconfondibile per la singolare forma a fiaschetto, la buccia coriacea e il colore.

Marrone di Castel del Rio Igp

La storia di Castel del Rio s’intreccia con quella dei marroni. Già nel ’600 la legislazione locale tutelava questa coltivazione. Il marrone di Castel del Rio è fra i più pregiati e conosciuti in Italia e all’estero. È assai diverso dalla più comune castagna, anzitutto per la grossezza (bastano 90 marroni per un kg), poi per il sapore e per il profumo che diventa straordinario nella cottura e infine per la facilità con la quale - a differenza delle castagne - può essere sbucciato. Dal 1985, esiste il Consorzio Castanicoltori di Castel del Rio (di cui fanno parte 157 soci), la zona di produzione comprende i comuni di Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese e Borgo Tossignano, in provincia di Bologna.

Pesca e Nettarina di Romagna Igp

La pesca e nettarina di Romagna sono prodotti frutticoli freschi, ottenuti da diverse varietà a polpa gialla e polpa bianca, prime a ottenere l’ambito riconoscimento Igp, in Europa. Una certificazione di garanzia, che attesta l’origine e la tracciabilità del prodotto.

Pera Emilia-Romagna Igp

La zona di produzione comprende aree specifiche anche nel Ravennate. La denominazione pera dell’Emilia-Romagna prevede le seguenti varietà: abate fetel e conference, cascade, decana comizio, kaiser, max red bartlett e william e passa crassana. Il sapore è dolce o dolce aromatico ed il peso varia dai 158 g. della conference ai 260 dell’abate fetel.

Vitellone bianco Appennino Centrale Igp

La denominazione Igp, riconosciuta per il vitellone bianco dell’Appennino Centrale, è riservata alle carni prodotte da bovini, maschi e femmine, di pura razza Chianina, Marchigiana e Romagnola, d’età compresa tra 12 e 24 mesi. Oggi, la razza Romagnola è apprezzata soprattutto per la sua carne, con caratteristiche organolettiche di qualità superiore, di color rosa intenso, con la giusta dose di grasso.