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EDIZIONE 2011

Albana di Romagna Docg

Docg riconosciuta nel 1987. La zona di produzione comprende i comuni di Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cesena, Forlì, Forlimpopoli, Longiano, Meldola, Montiano, Roncofreddo e Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena; Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza e Riolo Terme, in quella di Ravenna; Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola e Ozzano dell’Emilia, in quella di Bologna. Il vitigno è l’albana in purezza (100%); la resa massima è di 10 t/ha e le tipologie previste, sono: Secco, Amabile, Dolce, Passito e Passito Riserva.

Romagna Albana Spumante Doc

Doc riconosciuta nel 1995. La zona di produzione comprende la stessa dell’Albana di Romagna Docg, in pratica 7, 10 e 5 comuni, rispettivamente delle province di Bologna, Ravenna e Forlì- Cesena. Per l’elaborazione si utilizza l’albana in purezza sottoposta ad un leggero appassimento e la resa massima è di 9 t/ha.

Sangiovese di Romagna Doc

Doc riconosciuta nel 1967. La zona di produzione comprende interamente o in parte 7, 5, 24 e 19 comuni, rispettivamente delle province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Il Sangiovese di Romagna Superiore, comprende un’area più ristretta e solo collinare. Il vitigno, almeno per l’85%, è il sangiovese; la resa massima è di 11 t/ha e le tipologie previste, sono: quello base, il Novello (ottenuto almeno con il 50% di macerazione carbonica), il Superiore e il Riserva.

Trebbiano di Romagna Doc

Doc riconosciuta nel 1973. La zona di produzione comprende interamente o in parte 10, 14, 18 e 19 comuni, rispettivamente delle province di Bologna, Ravenna, Forlì- Cesena e Rimini. Il vitigno, almeno per l’85%, è il trebbiano romagnolo; la resa massima è di 14 t/ha e le tipologie previste sono: fermo, Frizzante e Spumante, quest’ultimo è prodotto nelle versioni Secco, Amabile e Dolce.

Pagadebit di Romagna Doc

Doc riconosciuta nel 1988. La zona di produzione comprende 5, 13 e 6 comuni, rispettivamente nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. È prevista la sottozona Bertinoro, per il vino ottenuto nel comune omonimo. Il vitigno, almeno per l’85%, è il bombino bianco; la resa massima è di 14 t/ha e le tipologie previste, sono: Secco, Secco Frizzante, Amabile e Amabile Frizzante.

Cagnina di Romagna Doc

Doc riconosciuta nel 1988. La zona di produzione comprende i comuni di Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cesena, Dovadola, Forlì, Forlimpopoli, Gatteo, Longiano, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Montiano, Predappio, Roncofreddo, San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena; Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza e Riolo Terme, in quella di Ravenna. Il vitigno, almeno per l’85%, è il refosco terrano e la resa massima è di 13 t/ha.

Colli d’Imola Doc

Doc riconosciuta nel 1997. La zona di produzione comprende i comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola e Ozzano dell’Emilia, in provincia di Bologna. La Doc Colli d’Imola, prevede le tipologie, Bianco, ottenuto dai vitigni a bacca bianca, idonei in provincia di Bologna; Chardonnay; Pignoletto; Trebbiano, ottenuti almeno con l’85% dello stesso vitigno; Rosso, ottenuto dai vitigni a bacca rossa idonei in provincia di Bologna; Barbera; Cabernet Sauvignon e Sangiovese, ottenuti dagli omonimi vitigni almeno per l’85%. Sono previste, inoltre, le versioni Superiore, per il Bianco; Riserva, per il Rosso, Cabernet sauvignon e Sangiovese; Frizzante, per il Bianco, Chardonnay, Pignoletto, Trebbiano e Barbera e Novello, per il Rosso.

Colli di Faenza Doc

Doc riconosciuta nel 1997. La zona di produzione comprende interamente i comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme e parte di Castel Bolognese e Faenza, in provincia di Ravenna; interamente il comune di Modigliana e parte di Tredozio, in quella di Forlì-Cesena. La Doc Colli di Faenza, prevede le tipologie, Bianco, ottenuto con chardonnay 40-60%, pignoletto e/o pinot bianco e/o sauvignon bianco e/o trebbiano romagnolo 60-40%; Pinot Bianco;Trebbiano, ottenuti almeno con l’85% dell’omonimo vitigno; Rosso, da cabernet sauvignon 40-60%, ancellotta e/o ciliegiolo e/o merlot e/o sangiovese 60-40% e Sangiovese, ottenuto in purezza dallo stesso vitigno. È prevista la versione Riserva, per il Rosso e il Sangiovese.

Colli Romagna Centrale Doc

Doc riconosciuta nel 2001. La zona di produzione comprende i comuni di Borghi, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna, Dovadola, Galeata, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Montiano, Predappio, Rocca San Casciano, Roncofreddo, Santa Sofia, Sarsina, Sogliano al Rubicone, Tredozio e nella parte a sud della via Emilia, Bertinoro, Cesena, Forlì, Forlimpopoli, Longiano e Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena. La Doc Colli Romagna Centrale, prevede le tipologie, Bianco, ottenuto da chardonnay 50-60%, bombino e/o sauvignon e/o trebbiano e/o pinot bianco 40-50%; Chardonnay, dal vitigno omonimo al 100%; Trebbiano, l’85% dal vitigno trebbiano romagnolo; Rosso, da cabernet sauvignon 50-60%, sangiovese e/o merlot e/o barbera e/o montepulciano 40-50%; Cabernet Sauvignon, stesso vitigno, almeno 85% e Sangiovese, ottenuto in purezza dallo stesso vitigno. Prevista la versione Riserva, per il Rosso, Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Chardonnay.

Colli di Rimini Doc

Doc riconosciuta nel 1996. La zona di produzione comprende i comuni di Coriano, Gemmano, Mondaino, Monte Colombo, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo, Morciano di Romagna, Poggio Berni, Saludecio, San Clemente, Torriana, Verucchio e in parte Cattolica, Misano Adriatico, Riccione, Rimini, San Giovanni in Marignano e Santarcangelo di Romagna. La Doc Colli di Rimini, prevede le tipologie Bianco, da trebbiano romagnolo 50-70%, biancame e/o mostosa 30-50%, ammessi altri massimo 20%; Biancame, da biancame 85%, altri massimo 15%; Rébola, ottenuto da pignoletto 85%, altri massimo 15%, proposto nelle versioni Amabile, Dolce e Passito; Rosso, ottenuto da sangiovese 60-75%, cabernet sauvignon 15-25%, merlot e/o barbera e/o montepulciano e/o ciliegiolo e/o terrano e/o ancellotta massimo 25%; Cabernet Sauvignon, dallo stesso vitigno almeno per l’85%. Prevista anche la versione Riserva per il Cabernet Sauvignon.

Bosco Eliceo Doc

Doc riconosciuta nel 1989. La zona di produzione comprende i comuni di Goro, Lagosanto, Mesola e parte di Argenta, Codigoro e Comacchio, in provincia di Ferrara; Ravenna e Cervia, in quella di Ravenna. La Doc Bosco Eliceo, prevede le tipologie Bianco, ottenuto da trebbiano romagnolo minimo 70%, sauvignon e malvasia bianca di Candia massimo 30%, ammessi altri massimo 5%; Sauvignon, da sauvignon minimo 85%, trebbiano romagnolo massimo 15%; Fortana e Merlot, ottenuti dall’omonimo vitigno, minimo 85%. Le versioni previste, sono: Secco, Abboccato, Amabile e Dolce, per il Bianco e il Fortana; Secco, Abboccato, Amabile, per il Sauvignon; Secco e Abboccato, per il Merlot e Frizzante, per il Bianco, il Sauvignon e il Fortana.

I vini Igt

La produzione dei vini Igt (Indicazione geografica tipica) è disciplinata dalla Legge n. 164 del 10 febbraio 1992. Attualmente in Italia le Igt sono 117, di cui 10 presenti in Emilia-Romagna. In Romagna, con Decreto 18/11/1995 - G.U. 06/12/1995, sono state riconosciute le Igt Forlì, Ravenna, Rubicone e Sillaro o Bianco del Sillaro. Le menzioni geografiche che definiscono le Igt devono essere utilizzate per contraddistinguere i vini derivanti da zone di produzione, che comprendono anche le aree Docg e Doc. In genere, sono designate con il nome geografico relativo o, in ogni modo, indicativo della zona, in conformità alla normativa italiana e della Cee. Le Igt, normalmente comprendono un ampio territorio viticolo, con un’uniformità ambientale e in grado di conferire caratteristiche omogenee al vino ottenuto. Dal febbraio 1995 è entrato in vigore il divieto di designare con un nome geografico i “vini comuni” diversi dalle Docg, Doc e Igt.